CONCORSO LUCIANI
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C. Sivori romance n. 2 sheet music
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C. Sivori romance n. 1 sheet music
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La figura di Camillo Sivori, a cura di RENATO RICCO

A differenza del maestro Paganini, che verso il suo unico allievo ebbe sempre parole di affetto sincero, Camillo Sivori (Genova, 25 ottobre 1815 – Genova, 19 febbraio 1894) intraprese presto la via dell’estero, con la prima tournée in Inghilterra e Francia tra il 1827 e il 1828: più o meno quattro mesi dopo la partenza di Paganini per Vienna, il nome di Sivori ha già infiammato i pubblici londinesi e parigini. Poi le grandi tournèes che lo vedono esibirsi in molti paesi d’Europa (1841-1846 e 1871-1875) e del continente americano (1846- 1850). Inoltre, un dato significativo è che proprio dal 1840 (anno della morte di Paganini), Sivori viene a porsi come primo convinto diffusore delle musiche del maestro.

Il valore storico-artistico di Sivori risiede nell’avanzamento e nella maturazione del concetto di interpretazione e, a ciò connesso, in un più ponderato interesse nei confronti della musica cameristica: viene così garantito il superamento di una limitante – oltre che ormai inattuale – condizione totalizzante (e limitante) di virtuoso funambolico, con un repertorio esecutivo quasi esclusivamente incentrato sulle proprie composizioni. Di questo ne sia chiara testimonianza la ‘prima’ integrale (Londra 1845-1846) dell’intero corpus quartettistica beethoveniana e la volontà di Verdi di affidare proprio a Sivori la prima esecuzione del suo unico quartetto.

La concezione violinistica di Sivori affonda comunque le proprie radici nel bagaglio di tecnica trascendentale e nell’ideale di cantabilità (entrambi i fattori connessi alle nuove e rivoluzionarie scoperte timbriche) ereditati dal maestro concittadino. Nello stile compositivo di Sivori è inoltre possibile ravvisare una triplice modalità di scrittura: lo stile brillante, in cui un’attenzione all’aspetto ritmico si coniuga a differenti soluzioni tecniche di arco e mano sinistra; la scrittura più trascendentale, dove l’allievo dà fuoco alle polveri del più sfrenato virtuosismo tipico di Paganini, e – come fattore complementare alle acrobazie  un ordito più lineare in cui l’attenzione è volta a sviscerare tutte le capacità liriche e potenzialità timbriche insite nel violino, sia mediante bicordi sia con frasi di estrema semplicità.

 Le Due romanze senza parole Op. 23 in Mi bemolle e La bemolle maggiore (quest’ultima reca in qualche edizione il titolo di La Preghiera), eseguite per la prima volta, a quanto è dato sapere, durante un concerto a Bruxelles nel 1862, furono pubblicate per la prima volta presso Ricordi nel 1868, e a questa edizione ne seguirono varie altre. Diverse anche le versioni per differenti organici che di queste Romanze furono redatte. In maniera simile ad altre composizioni di Sivori, l’Op. 23 – che s’inserisce sicuramente nel filone dei Lieder ohneWorte mendelssohniani – è interamente votata alla messa in luce di tutte le capacità liriche e cantabili di cui il violino è capace.

L’Istituto Calabrese di Arte Musica e Spettacolo rende onore al Maestro Mario Russo (1933 -2016), musicista e pittore di insolita destrezza, autore di opere irripetibili e straordinarie sia nella musica sia nella pittura. Didatta di raffinata preparazione e autorevolezza, con il suo contributo umano e professionale ha partecipato notevolmente allo sviluppo della cultura musicale......(continua)

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